Il Piano della Mobilità Pedonale – Pediplan della Città di Olbia è il primo in Italia ad affrontare la mobilità pedonale basandosi su rilievi e analisi, individuando le aree in cui gli spostamenti sistematici possono avvenire a piedi.

Nell’ambito del progetto europeo Cycle-Walk (cofinanziato da Interreg), nel 2020 la Città di Olbia ha avviato la redazione del Piano della Mobilità Ciclistica (Biciplan) e del Piano della Mobilità Pedonale (Pediplan). In particolare, in Italia non esiste un quadro normativo nazionale per i Piani Pedonali, né sussistono precedenti a livello nazionale.

Il piano segue la catena strategica: Criticità -> Obiettivi -> Strategie -> Azioni.

Per comprendere lo stato della mobilità e le relative criticità, sono state condotte approfondite analisi su dati statistici:

  • pendolarismo
  • spostamenti sistematici
  • dati FCD – Floating Car Data
  • incidentalità, con particolare attenzione agli utenti vulnerabili.
Dati analitici e Big Data

I bacini di utenza per scuole e servizi sono stati analizzati attraverso le isocrone. Per completare le analisi tecniche, è stato rilevato lo stato della sosta e dei marciapiedi a supporto di una riprogettazione delle sezioni stradali. Date le restrizioni dovute al COVID, la partecipazione pubblica si è svolta tramite un questionario online. Per stimolare il coinvolgimento, è stato creato un Mobility Quiz: i partecipanti ricevevano un feedback generale sulle risposte e un badge in base al numero di risposte corrette. In totale sono state raccolte 1.392 risposte.

L’analisi dei percorsi ciclabili e pedonali esistenti ha evidenziato un sottodimensionamento e una discontinuità per i primi, ed esigenze non soddisfatte di accessibilità e attraversamento per i secondi. In parallelo, l’indagine sociale e le consultazioni con gli stakeholder hanno rilevato una domanda latente e inespressa di pedonalità, in particolare per gli spostamenti a breve distanza. L’analisi delle isocrone ha mostrato che la maggior parte degli studenti risiede a distanza pedonale o ciclabile dalle proprie scuole.

Considerate le carenze fisiche e sistemiche riscontrate su marciapiedi e attraversamenti, il piano ha adottato una strategia basata su isole pedonali connesse dalla rete della mobilità ciclabile. Queste isole ambientali e commerciali si articolano su due livelli e seguono la logica della progettazione ecologica. Le modalità pedonali e ciclabili sono trattate come modalità fragili che richiedono una riqualificazione e una ripensamento dei loro spazi vitali. Nella città autocentrica, dove lo spazio e il traffico sono progettati attorno ai veicoli privati, tali modalità affrontano un ambiente ostile che richiede corridoi e aree protette.

Le aree si dividono in:

  • Core: le più importanti e nodali, spesso con un’articolazione complessa di attrattori pedonali;
  • Steppingstone: aree più piccole, spesso incentrate su un singolo punto di interesse, ma cruciali per la connettività complessiva della rete.
Nuovo “ecosistema” del Pediplan di Olbia

In totale si contano 34 aree del Piano Pedonale: 9 Core e 25 Steppingstone. Ciascuna area del Piano Pedonale è configurata come Isola Ambientale e Commerciale, ossia “una zona circoscritta, generalmente delimitata da assi stradali primari, in cui prevale la funzione residenziale; si tratta di una porzione di città soggetta a specifiche regole di circolazione che limitano le velocità eccessive. L’area non è esclusivamente pedonale: il traffico è consentito, la sosta è limitata a spazi dedicati e sono presenti attraversamenti pedonali sicuri su tutte le strade interne. In queste aree il limite di velocità è di 30 km/h“.

Tali aree comprendono tessuto residenziale, servizi, scuole e spazi verdi connessi al sistema da marciapiedi, oltre ad aree a spiccata vocazione commerciale. Le isole richiedono l’adeguamento dei marciapiedi (inclusi scivoli/cordoli) e la riprogettazione della collocazione degli attraversamenti pedonali. A seconda delle caratteristiche di ciascuna area, sono previsti collegamenti con i corridoi ciclabili, postazioni per biciclette e il potenziamento delle fermate del trasporto pubblico. Nelle aree scolastiche vengono attuate ZTL scolastiche e zone kiss and ride. Infine, il piano individua collegamenti pedonali sicuri tra le isole, dove si incoraggiano interventi di moderazione del traffico (traffic calming).

Questo Piano è stato presentato all’European Transport Conference di Porto con una Special Session interattiva in cui, a partire da un Mobility Quiz dal vivo, abbiamo co-creato un Piano Pedonale basato sul caso studio di Olbia, come sopra descritto.

Cosa è stato fatto: è stato eseguito un quiz in tempo reale per raccogliere indicazioni in crowdsourcing dai partecipanti. Gli input sono stati trasformati in output condivisi a schermo: mappe di calore (heat maps), priorità e una bozza di elenco delle azioni. Il nostro intento è stato proprio quello di mostrare come l’evidenza dei dati, abbinata alla partecipazione, possa far passare dalle semplici opinioni a scelte progettuali operative.

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