Con la redazione del Piano Regionale Integrato dei Trasporti 2035 (PRIT 2035), la Regione Abruzzo adegua la propria azione di pianificazione strategica nei settori della mobilità delle persone e del trasporto e logistica delle merci ai più recenti indirizzi dell’Unione Europea. Il PRIT 2035 costituisce, infatti, lo strumento di “Pianificazione completa al livello appropriato” previsto dal Regolamento CE 1060/21 come condizione abilitante per l’accesso ai fondi europei al fine di conseguire gli obiettivi della nuova Politica di Coesione Europea 2021 – 2027. Nello specifico, si fa riferimento a:

➢ l’obiettivo strategico 3, “un’Europa più connessa attraverso il rafforzamento della mobilità” fissato dalla nuova Politica di Coesione;

➢gli obiettivi specifici:

  • “sviluppare una rete TEN-T resiliente ai cambiamenti climatici, intelligente, sicura, sostenibile e intermodale”
  • “sviluppare e rafforzare una mobilità locale, regionale e nazionale, intelligente, intermodale, resiliente ai cambiamenti climatici e sostenibile, migliorando l’accesso alla rete TEN-T e la mobilità transfrontaliera”.

In particolare, il PRIT 2035 deve contribuire a cogliere gli obiettivi fissati dal Green Deal Europeo e dalla nuova Strategia per una mobilità sostenibile e intelligente, corredata di un piano di azione che stabilisce una tabella di marcia in linea con l’obiettivo climatico che mira ad una riduzione del 90% delle emissioni nette climalteranti al 2050. Sempre a livello europeo, il PRIT 2035 persegue l’obiettivo fissato dalla “Vision Zero” della UE di azzeramento del numero di vittime sulle strade dell’UE entro il 2050 e il suo obiettivo a medio termine di riduzione del 50% il numero di morti e di feriti gravi entro il 2030. Analogamente, a livello nazionale, il PRIT 2035 deve accordarsi con gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato l’Energia e il Clima 2021 – 2030 (PNIEC), del Piano Nazionale di Transizione Energetica (PTE) al cui raggiungimento offrirà un contributo significativo il pacchetto di interventi previsti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che riguardano la Regione Abruzzo.

Il Piano Regionale Integrato dei Trasporti 2035 si articola secondo un processo che muove da un’approfondita analisi del territorio e della realtà socioeconomica abruzzese, delle criticità interne al settore dei trasporti e delle criticità esterne (esternalità negative) che il settore dei trasporti genera sull’ambiente, sul territorio, sui cittadini e sui visitatori.

L’articolazione del documento di Piano ha perseguito un approccio volto a guidare dapprima la comprensione delle dinamiche che interessano il territorio regionale nei suoi diversi ambiti al fine di individuare i punti di forza, debolezza, le opportunità e le minacce (analisi SWOT) che caratterizzano il sistema regionale dei trasporti.

L’assetto demografico e le sue tendenze evolutive forniscono informazioni utili ad individuare le necessità degli abruzzesi ai diversi orizzonti temporali del Piano e la prima solida base su cui costruire la parte conoscitiva del Piano. Dall’assetto demografico si passa all’analisi del sistema della mobilità e dei trasporti abruzzese che segue una logica di livelli sovrapposti analizzando dapprima i collegamenti di ampio raggio lungo e verso gli assi di comunicazione di livello nazionale e comunitario. In quest’ottica il Piano pone luce sul tema dell’accessibilità verso tali assi costituiti da autostrade e linee ferroviarie AV/AC, sia lungo la costa che sull’asse interno della direttrice Pescara-Roma. Il tema della Rete dei Corridoi TEN-T si sviluppa a partire dalla recente revisione del Regolamento Europeo che ha compreso l’asse adriatico all’interno dei corridoi di interesse comunitario. L’analisi copre tutti i settori della mobilità, dal trasporto ferroviario al trasporto aereo intersecando l’assetto infrastrutturale attuale con gli interventi già programmati che concorrono a definire i quattro scenari da cui il Piano prende le mosse: lo Scenario Attuale, lo Scenario di Riferimento e lo Scenario di Riferimento Programmatico e lo Scenario di Progetto Preventivato.

Seguendo la medesima logica della rete infrastrutturale, viene analizzato l’assetto dei servizi di trasporto collettivo e del materiale rotabile in servizio e di acquisizione programmata.

L’analisi della domanda che impegna il sistema di trasporto regionale viene introdotta attraverso l’analisi di matrici ottenute da Big DATA della telefonia mobile validate dai dati di flusso rilevati sulla rete multimodale regionale, le quali forniscono altre informazioni per la ricostruzione della mobilità in ambito regionale e permettono di utilizzare i software di simulazione per individuare spazialmente i corridoi maggiormente utilizzati, le aree critiche ma soprattutto tali dati forniscono un elemento fondamentale per quantificare le potenzialità degli interventi previsti nei vari scenari per cogliere gli obiettivi del Piano in coerenza con gli indirizzi nazionali e comunitari, soprattutto in termini di riduzione e mitiga-zione delle esternalità negative del settore dei trasporti. Proprio le esternalità sono classificate secondo tre categorie: l’incidentalità, le emissioni inquinanti e la qualità dell’aria.

Per centrare questi obiettivi il PRIT sviluppa cinque Strategie Generali che guidano la definizione degli interventi di Piano. Tali interventi sono descritti a partire dagli interventi che interessano la rete ferroviaria, la quale assume anche il ruolo di struttura fondante della rete portante del trasporto pubblico abruzzese, analizzando prima la rete infrastrutturale e poi, il modello di esercizio di progetto secondo due corridoi principali:

  • Il corridoio Adriatico e le Linee afferenti
  • Il corridoio trasversale Roma-Pescara e le Linee afferenti
Schede tipo Nodi di interscambio-Centri di mobilità
Schede tipo Nodi di interscambio-Centri di mobilità

La rete ferroviaria abruzzese viene considerata dal Piano in una logica di sistema intermodale al fine di favorire sinergie fra il sistema ferroviario e i sistemi su strada, intesi sia come trasporto pubblico e privato automobilistico che di mobilità sostenibile per l’ultimo miglio con interventi di potenziamento della rete ciclabile di breve e medio raggio e delle relative infrastrutture di supporto (ciclostazioni).

Questi interventi contribuiscono a raggiungere i target di riduzione delle emissioni inquinanti e dei costi sociali legati all’incidentalità stradale attraverso la promozione dello shift modale dal mezzo privato motorizzato verso mezzi alternativi e a basso impatto ambientale quali il trasporto pubblico e la mobilità attiva. A fianco dello shift modale il piano individua nell’ambito della digitalizzazione dei trasporti, e delle politiche a favore della decarbonizzazione altri interventi per raggiungere gli obiettivi e i target sovraordinati.

Altri interventi, infine, riguardano la mobilità turistica legata alle peculiarità territoriale di un territorio che si presta al cicloturismo e all’attivazione di linee ferroviarie turistiche nelle aree di maggior pregio naturalistico.

In riferimento alla Mobilità Ciclistica, il presente documento di Piano ha ricomposto e armonizzato lo scenario della rete ciclistica regionale, nei corridoi principali quanto nei riferimenti Nazionali, nonché negli itinerari turistici la cui lettura complessiva, alla luce dei Nodi Intermodali e dei Centri di Mobilità individuati dal Piano, determina la condizione ottimale per lo sviluppo e l’implementazione della maglia regionale. Il Piano affronta anche il tema del trasporto e della logistica delle merci proponendo interventi legati al trasporto merci su ferro, alla portualità e all’intermodalità strada – rotaia come volano economico e come leva per innalzare l’attuale share modale delle modalità di trasporto sostenibili, più efficienti ed efficaci.

Il Piano esaurisce il proprio orizzonte temporale al 2035, ma vuole tracciare uno scenario evolutivo successivo affinché le strategie e le visioni del Piano possano tenere conto dell’assetto verso il quale il sistema dei trasporti abruzzesi deve tendere anche oltre il 2035.

Il Piano misura l’impatto sullo share modale del trasporto pubblico derivante dalla progressiva entrata in funzione degli interventi di velocizzazione previsti sulla linea adriatica e sulla Pescara Roma incluse le rispettive linee afferenti e l’attuazione dei relativi modelli di esercizio del trasporto ferroviario regionale. In entrambi i casi agli interventi ferroviari si aggiungono quelli, di nuova previsione, di alcune linee di Bus Rapid Transit decarbonizzate che completano l’assetto della rete portante regionale di trasporto pubblico locale.

Sintesi delle valutazioni modellistiche
Sintesi delle valutazioni modellistiche

È interessante notare come l’amplificazione dei benefici di questa offerta infrastrutturale e di dotazione di servizi sia legata agli interventi di miglioramento dell’intermodalità e di servizi di mobilità condivisa sul cosiddetto ultimo miglio finalizzati, entrambi, a rendere maggiormente competitivo il trasporto collettivo rispetto all’utilizzo dell’auto privata.

L’ultimo scenario considerato si pone l’obiettivo di evidenziare il potenziale conflitto che si viene a creare con la realizzazione di tutti gli interventi stradali già programmati i quali determinano una contrazione dello share modale del trasporto pubblico. Va tuttavia osservato, nel caso specifico della regione Abruzzo, che tale contrazione risulta decisamente contenuta e che alcuni di questi interventi sono finalizzati a migliorare le condizioni di percorribilità e sicurezza della rete non ché ad evitare un uso improprio dell’autostrada da parte di flussi locali.

IL Piano misura i benefìci derivanti dal potenziamento della rete del trasporto pubblico visti nei loro riflessi sul funzionamento delle diverse componenti in cui si articola la rete stradale regionale.

Su tutti appaiono di una certa evidenza due fenomeni:

1) La riduzione dell’utilizzo della rete autostradale a vantaggio della viabilità Extraurbana ciò per il combinato disposto di un potenziamento dell’offerta di trasporto pubblico sull’asse costiero e per la realizzazione di interventi di potenziamento organizzazione di nuova viabilità sul corridoio retro-costiero che evitano percorsi tra sistemi vallivi perpendicolari alla costa attualmente obbligati ad utilizzare anche l’autostrada A14;

2) La significativa riduzione dei flussi sulla viabilità urbana dei centri principali dovuta, quest’ultima, esclusivamente al potenziamento della rete portante di trasporto pubblico locale regionale costituita dall’insieme del trasporto ferroviario regionale e dalle linee di Bus Rapid Transit extraurbane previste dal PRIT 2035.

In collaborazione con PTS Clas

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