La redazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) per il Comune di Viterbo ha rappresentato per TPS Pro una sfida progettuale di grande respiro, emblematica delle dinamiche dei centri urbani intermedi. Con una densità abitativa frammentata tra un nucleo storico di pregio e numerose frazioni distanti, Viterbo ha storicamente convissuto con una dipendenza sproporzionata dal mezzo privato, alimentata da un’offerta di trasporto pubblico frammentata. Il nostro intervento ha mirato a trasformare questa criticità in un’opportunità di rilancio, mettendo a sistema le diverse modalità di spostamento attraverso una visione coordinata, interconnessa e resiliente.
La metodologia adottata ha puntato su una trasformazione strutturale del servizio attraverso tre direttrici chiare:
- Sostituzione del sistema ad anelli con una rete di percorsi bidirezionali convergenti su un corridoio ad alta frequenza
- Micro-pianificazione e isocrone con riposizionamento strategico delle fermate presso le porte delle mura cittadine. Questo ha permesso di servire il centro storico monumentale preservandone il tessuto medievale e favorendo l’intermodalità con la pedonalità.
- Connessione forte con la rete ferroviaria per agevolare chi vive nelle frazioni, trasformando il treno in una vera “metropolitana di superficie” integrata con il bus urbano, lavorando sull’intermodalità.
Questa riorganizzazione è la colonna portante di tutte le trasformazioni proposte dal Piano: dalle Zone 30 alle Strade Scolastiche, dal completamento della rete ciclabile al potenziamento dei parcheggi scambiatori.

Un pilastro fondamentale del progetto è stata la costruzione di una visione strategica comune tra l’Amministrazione e la società municipalizzata Francigena srl. Attraverso tavoli tecnici e incontri trilaterali, è stato possibile convergere verso un sistema integrato che include anche i vettori regionali, garantendo finalmente una connessione fluida tra i borghi e il capoluogo.
Tuttavia, la solidità tecnica del Piano è stata alimentata soprattutto da un processo di partecipazione capillare. Il dialogo con il territorio è iniziato con un questionario che ha raccolto oltre 1.400 risposte, fornendo una base di dati reale e imprescindibile sulle abitudini dei cittadini. Parallelamente, un’accurata attività di press mapping ha permesso di intercettare le aspettative e le criticità storiche emerse sulla stampa locale.
Il confronto è poi maturato attraverso momenti di dibattito pubblico — dai forum con gli stakeholder di luglio 2024 al workshop con la cittadinanza durante la Settimana Europea della Mobilità — culminando nell’incontro di ottobre 2025 per la validazione collegiale della bozza finale. Questo impegno costante ha portato all’adozione ufficiale del PUMS nel marzo 2026, sancendo la nascita di un piano non solo calato dall’alto, ma realmente condiviso.

La definizione della strategia e la scelta degli interventi sono state supportate da una solida base analitica: per valutare gli scenari e calibrare le misure proposte, ci siamo infatti appoggiati a un avanzato modello di simulazione VISUM, applicato sia al trasporto pubblico che a quello privato. Questo strumento ci ha permesso di testare rigorosamente l’efficacia delle diverse soluzioni, garantendo una progettazione basata su dati oggettivi e flussi reali.
Al termine di questo complesso processo di modellazione, le simulazioni hanno prodotto dati puntuali sull’impatto ambientale, stimando una riduzione delle emissioni inquinanti del 13% nell’arco di cinque anni dall’attuazione del Piano. Al di là dei numeri, il PUMS di Viterbo si configura come un motore di rigenerazione sociale: abbattendo le barriere tra centro e aree marginali, il nuovo sistema di mobilità garantisce accessibilità a tutti i residenti, trasformando l’efficienza dei trasporti in una migliore qualità della vita urbana.

In collaborazione con Airis srl
